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Autore Topic: inox vs carbonio  (Letto 996 volte)
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12grammi
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« il: Febbraio 08, 2010, 11:06:58 »

Ho notato nei vari forum che attualmente c'è una certa avversione verso gli acciai inox ed una certa tendenza verso i carboniosi compresi i c60, c70 e c95, acciai molto noti da anni. Mi chiedevo come è nata questa tendenza... negli anni '80 il non plus ultra degli acciai era il 440c, negli anni '90 l'ats34, oggi c'è un inversione di marcia... ci sono casi eclatanti di rotture o problemi particolari che hanno indotto ad un ripensamento ritornando agli acciai bassolegati oltre che agli inox iperspecialistici e di nicchia?
« Ultima modifica: Febbraio 08, 2010, 11:09:14 da 12grammi » Loggato
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« Risposta #1 il: Febbraio 08, 2010, 03:23:13 »

l' esperienza.
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« Risposta #2 il: Febbraio 08, 2010, 05:32:05 »

La risposta sintetica dell'amico Goemon è fondamentalmente corretta.
Personalmente continuo a preferire gli inox (principalmente ATS34 e S30V) per tutti i folder e per quei fissi di piccole dimensioni che si utilizzano per lavori di precisione o in cucina.
Anche in questi ultimi casi, però, può essere utilizzato un tool steel, come il D2 ad esempio, che per essere un "non-inox" mantiene un'ottima resistenza alla corrosione insieme con i vantaggi dei carboniosi.
Riguardo al 440C, direi che è quasi il peggiore tra gli inox. Chi ha tentato di riaffilarlo, lo sa.


Ho spostato il 3D: essendo di natura tecnica, mi pareva che questa fosse una collocazione più giusta.
« Ultima modifica: Febbraio 08, 2010, 05:36:12 da ValBlade » Loggato

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« Risposta #3 il: Febbraio 08, 2010, 06:15:57 »

 Grin

Sorry, avevo poco tempo....
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« Risposta #4 il: Febbraio 08, 2010, 11:07:03 »

La risposta sintetica dell'amico Goemon è fondamentalmente corretta.
Personalmente continuo a preferire gli inox (principalmente ATS34 e S30V) per tutti i folder e per quei fissi di piccole dimensioni che si utilizzano per lavori di precisione o in cucina.
Anche in questi ultimi casi, però, può essere utilizzato un tool steel, come il D2 ad esempio, che per essere un "non-inox" mantiene un'ottima resistenza alla corrosione insieme con i vantaggi dei carboniosi.
Riguardo al 440C, direi che è quasi il peggiore tra gli inox. Chi ha tentato di riaffilarlo, lo sa.


Ho spostato il 3D: essendo di natura tecnica, mi pareva che questa fosse una collocazione più giusta.
Grazie per la risposta, mi chiedevo da chi e dove fosse iniziata questa inversione di tendenza, un inizio ci dev'essere... possibile che negli anni 80 nessuno si è accorto fin da subito che il 440c si riaffila con difficoltà? Stessa discorso per coltelli come il sog adottato anche da alcuni corpi speciali dell'esercito americano negli ultimi anni e se non ricordo male è un 440a, oppure la baionetta phrobis m9 in 420 modified un (HC) o ancora i randall in 440b...
Non vorrei insomma fosse una moda passeggera questa tendenza ai carboniosi... mi ricordo ad esempio che una nota ditta italiana faceva un bel clone del camillus, in c70 se non erro, l'ho avuto e tagliava molto bene anche solo dandogli una passata veloce con la pietra, però non è che avesse una gran resistenza all'impatto su superfici dure, il classico taglio del chiodo per dire lo sdentava di brutto, un 440 probabilmente l'avrebbe passato in scioltezza.
Sono domande... non ho certezze. Wink  blabla
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« Risposta #5 il: Febbraio 09, 2010, 08:15:19 »

Il 420 HC è ben diverso dai normali 420 , è un discreto acciaio.

La cosa penso che sia andata così: prima degli anni 80 , praticamente gli unici acciai usati in coltelleria erano i carboniosi. Con forti operazioni di marketing, è stato lanciato sul mercato un acciaio che non arrugginiva. E fu il delirio che tutti conosciamo. L' esperienza di chi poi il coltello lo usa, col tempo, ha portato a preferire nuovamente acciai + robusti, con maggiore tenuta del filo e maggiore facilità di riaffilatura.

Per il coltello in C70 che citi, è da considerare anche la durezza a cui un coltello viene temprato , e soprattutto se il trattamento termico è adeguato.
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« Risposta #6 il: Marzo 14, 2010, 05:00:35 »

Acciai inox sono diffusissimi tra i professionisti alimentari come i macellai che ancora non affittano l'attrezzatura, spesso usano acciai come l' MA3M (e non è un errore), un 420 molto facilmente riaffilabile, proprio perchè hanno bisogno di avere una lama sempre taglientissima, è consueto vederli che ravvivano il filo con la moletta.
 Per altro è vero che mi riferisco a persone con poca cultura per l'acciaio ma stanno li per fare un lavoro che poco ha a che fare con i blasonati nomi della coltelleria.
 Operazioni di marketing o no le caratteristiche di un acciaio si riconoscono sul campo ho dei coltelli in 420 che non darei via per nulla, una spadina in D2 che ha spezzato uno stocco al secondo impatto, e una lama in ats sbeccata alla prova del chiodo, e ancora del pessimo n690 che ha battuto su tutta la linea una lama in rwl.
Ci sono troppe variabili: uniformità della bollitura, distribuzione della lavorazione, tempra, rinvenimenti, tipo di utilizzo, conservazione e manutenzione possibile ma se dovessi sceqliere cosa portarmi su un'isola deserta probabilmente sarebbe in damasco, e mo spiegaglielo al macellaio che affitta i coltelli per 10 dipendenti come mai è meglio il damasco!
 
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